Come usare il tartufo senza rovinarne il profumo
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Quando si parla di tartufo, la cosa più importante è una: rispettarne il profumo. È proprio l’aroma intenso e naturale che rende questo ingrediente così prezioso, e per questo bisogna trattarlo con molta attenzione in cucina.
La prima distinzione da fare è tra tartufo bianco e tartufo nero, perché si utilizzano in modo diverso.
Il tartufo bianco: solo a crudo
Il tartufo bianco non deve essere cotto. Il calore diretto ne rovinerebbe il profumo, che è la sua qualità più preziosa.
Per questo motivo si usa sempre a crudo, affettato molto sottilmente direttamente sul piatto. La cosa importante è che la pietanza sia ben calda, perché il calore sprigionerà naturalmente il suo aroma.
Le preparazioni ideali sono quelle più semplici:
tagliatelle al burro, uova al tegamino, risotto o una fonduta delicata.
Un piccolo accorgimento che in bottega consiglio sempre: quando si preparano le tagliatelle al tartufo, è utile scaldare anche il piatto prima di servire. In questo modo il tartufo continua a sprigionare il suo profumo mentre lo si gusta.
Il tartufo nero: può essere leggermente cotto
Il tartufo nero è più resistente al calore. Può quindi essere scaldato leggermente durante la preparazione, per esempio in una salsa o insieme al condimento.
La cottura però deve essere sempre delicata e breve, perché anche in questo caso l’obiettivo è non perdere il suo profumo naturale.
La vera regola del tartufo
In fondo, la regola è semplice: meno si interviene, meglio è.
Il tartufo è un prodotto straordinario della natura e non ha bisogno di elaborazioni complicate. Basta una buona materia prima, una preparazione semplice e il rispetto del suo profumo.
È proprio questa semplicità che rende il tartufo così speciale in cucina.