Quando arriva il Carnevale, la cucina torna a fare festa
Share
Il Carnevale non entra in punta di piedi.
Arriva con il rumore delle risate, con le mani infarinate, con i profumi che restano addosso.
È il tempo dell’abbondanza prima della quiete, delle tavole piene, dei dolci che si preparano “perché è Carnevale”.
A Savigno, tra le colline dell’Emilia-Romagna, questa festa non è mai stata solo una data sul calendario.
È un modo di stare insieme, un ritmo che cambia, una cucina che si concede qualcosa in più.
Il profumo dei dolci che sanno di casa
In cucina, il Carnevale si riconosce subito. Dal profumo.
Sono i giorni in cui i forni lavorano senza fretta e i vassoi si riempiono di dolci semplici, fatti per essere condivisi.
Le raviòle bolognesi, morbide e generose, racchiudono un ripieno che racconta storie antiche. Sono biscotti che non hanno bisogno di spiegazioni: basta spezzarli, e il Carnevale è lì.
Le sfrappole, leggere e croccanti, si rompono con un suono sottile, come una promessa di festa. Un dolce povero solo in apparenza, che attraversa le generazioni senza perdere grazia.
E poi c’è la torta di tagliatelline, strana e meravigliosa, nata quando nulla si sprecava e tutto si trasformava. Un dolce che sorprende piano, come fanno le cose vere.
Quando anche il salato diventa festa
Il Carnevale non vive solo di zucchero. A tavola arrivano anche i piatti che scaldano, quelli che si portano al centro e si dividono senza contare.
I tortellini in brodo diventano più ricchi, le lasagne tornano a occupare la teglia grande,
le tigelle passano di mano in mano, aperte, farcite, condivise.
Sono piatti che non cercano di stupire.
Fanno qualcosa di meglio: mettono tutti d’accordo.
Una festa che parla di tempo
Il Carnevale, qui, è il momento in cui la cucina smette di essere solo quotidiana e torna ad essere rito.
Si cucina di più,
si cucina insieme,
si cucina per qualcuno.
Non per esibizione, ma per il piacere semplice di fare festa prima che l’anno riprenda il suo passo.
Custodire ciò che rende una festa vera
Oggi come allora, celebrare il Carnevale significa ricordarsi che il cibo è prima di tutto un gesto di cura.
Un dolce spezzato,
un piatto passato,
una tavola che si allunga.
Ed è forse questo che rende il Carnevale così speciale: non ciò che si mangia, ma come lo si mangia.
Insieme.